Ultimi 2 mesi per usufruire della detrazione fiscale del 50%

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Lo Stato ha concesso la detrazione fiscale del 50% per cambiare le vecchie finestre ma solo fino al 31 dicembre 2018: mancano solo 2 mesi

Grazie alla detrazione fiscale del 50% concessa dallo Stato, puoi sostituire le vecchie finestre e risparmiare la metà!

Si tratta di un Ecobonus per la riqualificazione energetica pari al 50% dell’investimento sostenuto ed è quindi come se le pagassi la metà le nuove finestre!

Ma vediamo più in dettaglio di che si tratta:

COS’E’ LA DETRAZIONE FISCALE DEL 50% PER L’ACQUISTO DI NUOVE FINESTRE?

Si tratta di un incentivo che lo Stato offre a coloro che devono cambiare i vecchi infissi e finestre.

In sostanza, lo Stato ti restituisce il 50% della spesa effettuata per acquistare i nuovi serramenti attraverso una serie di detrazioni fiscali dall’Irpef o dall’Ires sulle spese sostenute per aumentare il livello di efficienza energetica della casa o delle parti comuni del condominio.

COME FUNZIONA?

E’ possibile fruire della detrazione fiscale del 50% finalizzata al risparmio energetico quando si effettuano lavori che mirano al miglioramento dell’efficienza termica dell’edificio mediante nuove finestre e infissi.

Se sostituisci le vecchie finestre, hai diritto a fruire della detrazione fiscale pari al 50% per l’acquisto e posa in opera certificata di finestre e infissi con efficienza almeno pari alla classe A fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

PERCHE’ LO STATO OFFRE QUEST’INCENTIVO SE SOSTITUISCI LE VECCHIE FINESTRE?

Nel 70% dei casi, le finestre sono responsabili della perdita di una grande quantità di calore o frescura accumulata in casa.

Che tu abbia acceso i termosifoni o il climatizzatore, se le finestre non sono termicamente efficienti, perderai in breve tempo la temperatura che hai faticato a mantenere in casa con i termosifoni o i climatizzatori accesi.

E quindi, tutte le volte che i caloriferi si spegneranno, tutto il calore uscirà dalle finestre, insieme ai soldi spesi per il gas.

Lo Stato sta cercando di attuare quanto concordato con la Comunione Europea ai fini del risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento.
Il consumo eccessivo di gas domestico per il riscaldamento contribuisce infatti ad aumentare i costi di approvvigionamento dei combustibili a livello mondiale (più domanda equivale ad un aumento dei prezzi) e soprattutto a peggiorare le condizioni ambientali (le caldaie inquinano perché bruciano gas).

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